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mercoledì 11 maggio 2011

Il comunicato stampa della Consulta Milanese per la laicità delle Istituzioni

Il comunicato stampa della Consulta Milanese per la laicità delle Istituzioni sulle 4 domande mandate ai candidati sindaco e ai candidati consiglieri comunali. Come si aspettavano la palma d'oro è andata alla Lista Bonino-Pannella. Tutti i dettagli li trovate sul sito della Consulta alla pagina dell'osservatorio dei candidati


La Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni
invita a votare per i candidati impegnati per la laicità, di qualunque lista essi siano

“Laicità vò cercando, ch’è ‘sì cara...”
La “Palma d’oro” della laicità va alla lista Bonino-Pannella per Pisapia,
mentre il  silenzio sale dalle liste di centrodestra (poche o nessuna risposta
in particolare da Lega Nord, Terzo Polo e tutte le liste “minori” per la Moratti);
 attente e “laiche” le donne delle liste Civica, SEL e Sinistra per Pisapia


Milano, 11 maggio 2011 - La Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni ha recentemente proposto all’attenzione dei candidati quattro punti sulla laicità, chiedendo loro di comunicare su ognuno di essi un loro parere di massima, favorevole o contrario. Quesiti e risposte sono consultabili sul sito www.milanolaica.it.

Così facendo, volevamo ascoltare l’opinione di chi ci rappresenterà in Comune su temi tanto dibattuti come la libertà di culto (e di conseguenza la “questione moschea”), il registro locale per le coppie di fatto, quello per il testamento biologico, la non-esposizione di simboli religiosi negli uffici pubblici.” spiega Donatella De Gaetano, portavoce della Consulta.

Le domande sono state poste personalmente alle candidate e candidati di cui si è trovato un pubblico indirizzo email oppure, indirettamente, tramite l'invio delle domande alle segreterie organizzative della relativa lista, ovvero tramite il capolista.

Ritenevamo importante che l’elettorato a cui i temi della laicità stanno a cuore potesse prendere nota, prima di votare il 15-16 maggio, delle opinioni espresse dai candidati delle varie liste, specialmente quelli verso cui sarebbe già più orientato. La laicità a nostro parere infatti non è di destra nè di sinistra, ma dovrebbe essere un valore in cui si riconosce la maggioranza dei milanesi, perchè garantisce i diritti di tutti, credenti, diversamente credenti (nel senso di “non cattolici”)  - e non credenti.”

Hanno risposto alle domande della Consulta, al 10 maggio, circa 160 candidati, ovvero il  12% circa del totale (circa 1450 candidati), divisi equamente tra uomini e donne.

Il dato che spicca certamente di più, è la resistenza evidente delle liste di centro-destra e di destra a rispondere sui temi della laicità: sull’insieme delle ben 12 liste che sostengono Letizia Moratti, sono pervenute (nonostante i solleciti) solo 7 risposte in tutto.

Del resto non risponde nemmeno Letizia Moratti; mentre Giuliano Pisapia, che aveva già risposto positivamente alla Consulta in occasione delle primarie del centrosinistra, non ripete ora. Ha risposto con quattro “si” il candidato sindaco del Partito Comunista dei Lavoratori Fabrizio Montuori, mentre dal giovane Mattia Calise di “5 stelle” arriva solo una promessa via mail (“dopo essersi consultato con gli attivisti”) ma non una risposta finale.

Interessante il fatto che un candidato del PDL abbia risposto, rara avis, perorando la causa della sua lista: “Vedo che finora hanno aderito al vostro invito soprattutto colleghi del centro-sinistra. Vorrei sottolineare, con questa mia risposta, che i valori della laicità non sono affatto estranei alla sensibilità del centro-destra. Liberalismo e laicità sono principi che vanno a braccetto, e la mia candidatura nelle liste del PdL ne è la prova.”

Un altro candidato del PDL , grosso attivista del web, spiega sinceramente la resistenza dei suoi compagni di partito prima di rispondere con due si (ai registri) e due no (su moschea/libertà di culto e non esposizione dei simboli religiosi): “..In politica dare delle risposta chiare è controproducente: chi è d’accordo con quello che dici lo da per scontato e chi è in disaccordo non ti darà più il proprio sostegno. Come se non bastasse, le vostre domande riguardano temi che sono “cavalli di battaglia” della sinistra che non mi porteranno mai voti di quell’elettorato ma in compenso probabilmente me ne faranno perdere.”

Alcune liste di sostegno al sindaco uscente, come la “Lega Nord” o “Io Amo Milano” di Magdi Cristiano Allam, sono state compatte nel non rispondere (quasi impossibile che sia un caso, che nemmeno uno abbia risposto), in alcuni casi pur avendo la segreteria promesso inizialmente di farlo a breve, come nel caso della lista “Unione Librandi” per Moratti. Nessuna risposta nemmeno dalle due liste in sostegno di Giancarlo Pagliarini e di Marco Mantovani (Forza Nuova).  Una sola risposta dalle due liste di Manfredi Palmeri .

L’unica lista di “outsider” che ha dimostrato un interesse al tema della laicità è quella del “Movimento 5 Stelle”, che con 8 risposte si situa tra le liste più impegnate.

Tra le liste in sostegno a Pisapia, invece, quella che si è guadagnata la “palma d’oro” della laicità è stata, com’era prevedibile, la lista Bonino-Pannella: compatti con Marco Cappato nel rispondere - quasi tutte/i - con quattro “sì” convinti alle domande della Consulta.

Le liste SEL, Sinistra per Pisapia e Milano Civica per Pisapia registrano una ventina di risposte ciascuna; e si direbbe dalle percentuali relative che le donne di centro-sinistra siano più interessate al tema e più “laiche” degli uomini. Solo 11 risposte dal PD, invece, 3 uomini e 8 donne. A “pari merito” anche l’Italia dei Valori e la lista dell’Arancia- Milly Moratti per Pisapia, sempre con 11 risposte ciascuna.

La Consulta ha inoltre registrato oltre ai pareri “si/no” anche suggerimenti, idee, critiche dei candidati. Alcune sono state in qualche modo sorprendenti.

Sul quesito del registro delle coppie di fatto, ad esempio, una candidata di centro-sinistra aggiunge al suo “no” per giustificarlo: “(..) Conosco delle persone omosessuali che sono ottime persone, anche perché la qualità di una persona non è certo determinata dai gusti sessuali (..) non si può ignorare che sia comunque una cosa contro natura e, se pensiamo per esempio alla crescita ed allo sviluppo di un bambino, sappiamo che la figura paterna e materna, senza confusione di ruoli è importante. Ecco perchè questa questione del registro è molto delicata”.

Ma la “maglia nera” della laicità va probabilmente assegnata a un’altra candidata, stavolta di una lista di centro-destra, che ha risposto che: “La religione cattolica è la religione di Stato” (NdR dal 1948, con la Costituzione, di fatto non lo è più, come poi ribadito più chiaramente nel nuovo Concordato del 1984). E ancora, nel dire che comunque “anche gli altri hanno diritto a un luogo di culto”, suggerisce:“..io penserei (magari recuperando aree dismesse) ad un centro multi religioso e multiculturale adeguatamente progettato per ospitare TUTTE le religioni diverse da quella cattolica presenti a Milano” (non c’è che dire: ingegnoso, questo “tutti insieme appassionatamente”, ma non proprio rispettoso delle diversità, e della crescente importanza numerica dell’Islam e dei cristiani non cattolici in Italia)

Del resto, la candidata ribadisce che secondo lei “italiano è ancora sinonimo di cattolico”: “L’esposizione di simboli religiosi (in particolar modo del crocefisso) è legato alla nostra storia e alla nostra cultura. Non riesco proprio a capire come un crocifisso possa dare "fastidio" ad una persona di credo diverso: con un pò di intelligenza dovrebbe comprendere le motivazioni della presenza di questi simboli. Se io andassi un giorno a vivere in India...potrei mai chiedere di non ostentare più le statue del Dio Ganesh?”

Buon voto laico a tutti!

Sulla Consulta e il sondaggio:
La Consulta – un’associazione di associazioni, collegata ad analoghe Consulte in Italia - è lo strumento con cui molte associazioni della città, di diverso orientamento ideale e culturale, si propongono di intervenire, in modo unitario e permanente, a favore del rispetto della laicità, garantita dalla Costituzione, nelle istituzioni del nostro paese. In particolare la Consulta milanese è impegnata a proporre soluzioni, e a denunciare eventuali violazioni, che riguardino l’Amministrazione Comunale della città.

NB I candidati possono ancora rispondere fino alle elezioni, e le loro risposte saranno inserite nel relativo spazio nel più breve tempo possibile. Per rispondere basta inviare una email a info@milanolaica.it, specificando nome, cognome, lista di appartenenza ed ovviamente le quattro risposte che dovranno almeno esplicitare un “Sì sono d'accordo” o un “No non sono d'accordo” per ogni singolo punto dei quattro seguenti. Tutto viene pubblicato su www.milanolaica.it –cliccando su “Osservatorio Candidati”.

APPENDICE - LE QUATTRO DOMANDE POSTE DALLA CONSULTA in dettaglio:
1.       Libertà di culto (e “questione moschea”): Riteniamo che l’Amministrazione Comunale debba farsi carico di un dialogo convinto e positivo con le varie sedi di organizzazione dell’Islam nella nostra città ed eliminare tutti i pretestuosi ostacoli via via sollevati fino ad ora per impedire una graduale, decentrata e sufficiente presenza di siti di culto di una religione ormai ampiamente presente nella nostra città. Qualora contributi siano stanziati per edifici di culto, essi devono essere distribuiti, senza alcuna discriminazione, tra tutte le confessioni.

2.       Registro testamento biologico: Qualora la normativa sul fine vita, votata dal Senato e in discussione alla Camera in queste settimane, non venga radicalmente modificata riteniamo che il Comune di Milano possa, come già altri piccoli e grandi comuni, porsi l’obiettivo di organizzare la proposta ai propri cittadini di sottoscrivere una dichiarazione di fine-vita, attentamente elaborata e aperta a diverse opzioni. Anche se una tale firma non potrà essere giuridicamente vincolante, essa darà però una indicazione importante per il comportamento concreto di sanitari e famigliari del malato in condizioni estreme.

3.       Registro coppie di fatto: A fronte di un fenomeno sociale sempre più diffuso, riteniamo l’Amministrazione Comunale debba prendere l’iniziativa della loro registrazione su base volontaria e senza discriminazione di alcun tipo in relazione alle loro diverse tipologie. Questa registrazione potrà essere utilizzata, all’occasione, per l’erogazione di servizi gestiti dall’Amministrazione al fine di evitare penalizzazioni a carico di soggetti che hanno situazioni di fatto identiche a quelle di quanti sono in una condizione giuridica prescritta dalle norme in vigore.

4.       Simboli religiosi in luoghi pubblici: Riteniamo che l’Amministrazione Comunale, per quanto di sua competenza e in assenza di una normativa vincolante di tipo generale, debba assumere un atteggiamento di laicità coerente coi principi costituzionali, impegnandosi alla non esposizione di simboli religiosi di qualsiasi tipo nelle sedi di istituzioni e di servizi pubblici da essa dipendenti.

Per ulteriori informazioni sul sondaggio della Consulta milanese per la Laicità delle Istituzioni:
Simona Menghini consulta@milanolaica.it  cell 335 6840902

http://www.wikio.it

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